Furland di Tullio Avoledo

Recensione di Elisa Benni

Anno 2016. Vittorio Volpatti partecipa ad un festival letterario a Pordenone durante il quale il filosofo sloveno Slavoj Žižek sostiene che «Il passato viene continuamente ricreato dal presente. La nuova frontiera rivoluzionaria non è il futuro, ma il passato. Riappropriandoci del passato possiamo conquistare il futuro.» e ne coglie ispirazione per avviare quella rivoluzione che porterà, nel 2023, alla proclamazione dell’indipendenza del Friuli e alla creazione, qualche anno dopo e grazie a grandi investimenti da parte di azionisti esterni, del Furland®.
Questo territorio indipendente non è altro che una Regione-Stato adibita completamente a parco divertimenti a tema storico: le attrazioni sono costituite dalla rievocazione puntuale di diversi accadimenti storici verificatesi nello specifico angolo del territorio friulano nelle epoche più disparate.


Ecco allora che in un paese della Carnia viene ricostruito fedelmente il paesaggio del 1944 quando quei territori facevano parte del Kosakenland durante la cosiddetta Operazione Ataman. Gli Onorevoli Visitatori potranno assistere ogni giorno a fucilazioni a cura delle SS di uomini, donne e bambini indifesi per rappresaglia a seguito del loro collaborazionismo con i Partigiani di zona. A poca distanza dall’attrazione Kosakenland ’44 gli Onorevoli Visitatori potranno invece immergersi nelle atmosfere dell’epoca dei druidi ed assistere ai sacrifici umani propiziatori offerti agli dei nei boschi adiacenti al villaggio celtico sul rio Moràr del Magico Mondo dei Druidi, l’attrazione confinante.


In ognuna di queste rappresentazioni vengono impiegati tantissimi attori e figuranti che si vestono e vivono come all’epoca dell’attrazione di competenza, per una maggiore verosimiglianza dell’insieme. Tutti gli abitanti del Furland, rigorosamente friulani di nascita o di origine, lavorano per le esibizioni o recitandovi o facendo parte di quell’ampia varietà di professionalità necessarie per rendere ogni scenario ed ogni situazione sempre in ordine, coerenti e pronte a soddisfare il maggior numero di visitatori e a ricostruire ciò che è stato distrutto di giorno per permettere che venga nuovamente distrutto il giorno dopo a esclusivo uso e consumo degli ospiti paganti.


Nessun disoccupato, tasso di criminalità pari a zero. Apparentemente nessuno ha nulla di cui lamentarsi nel Furland. Gli Onorevoli Visitatori generano sufficienti introiti per il sostentamento di tutti gli abitanti.
In un equilibrio tanto perfetto quanto maniacale, cosa succede se Zorro irrompe e interrompe una fucilazione nazista?


Francesco Salvador, d’origine friulana da parte di padre ma nato e cresciuto fra Australia e Canada, viene incaricato di scoprire l’origine del problema e risolverlo. Si fa ben presto evidente che incombe una lotta intestina e che sarà necessario indagare a fondo per arrivare a debellare l’anomalia. E non solo nelle Attrazioni, ma nel profondo, nel cuore stesso del Furland dove nulla, nemmeno quello per cui è stato prestabilito un copione da recitare, è quello che sembra.
Tullio Avoledo fa uscire questa volta dalla sua penna una storia ambientata in un futuro distopico della sua terra d’origine. Con lo stile scorrevole e senza fronzoli per cui era stato apprezzato sin dagli esordi con L’elenco telefonico di Atlantide nel 2003, ci regala un nuovo romanzo tutt’altro che scontato che parte, come spesso accade per i romanzi distopici, da un diverso approccio agli aspetti meno evidenti del mondo presente con una fine sensibilità.

Vox Reading

Foto: libridaleggere.it

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