L’ombra del Duce di Michele Rocchetta

Recensione di Elisa Benni

Un piano portato a termine o fallito può fare la differenza sulla storia dell’intero pianeta. Cosa sarebbe successo, infatti, se il Colonnello Von Stauffenberg e la sua “Operazione Valchiria” fossero andati a buon fine e fossero quindi riusciti a togliere Hitler dallo scacchiere del conflitto già nel 1944?


Michele Rocchetta, scrittore bolognese appassionato di storia, mette su carta uno dei miliardi di mondi possibili partendo da questo cambiamento del corso della storia.
Dopo la morte di Hitler, la Germania tratta la resa con gli Stati Uniti e la Gran Bretagna e si salva dall’occupazione russa. Nel nord Italia viene fondata dai partigiani una repubblica con capitale a Reggio Emilia mentre i Savoia danno vita al Regno del Sud. La Francia si libera rinnovandosi in Repubblica alleata dell’Italia del nord. La Russia espande la sua influenza su parte dei Balcani e nel Mediterraneo si forma la Confederazione del Dodecaneso.


Alberto Scandellari, nome in codice Vento, reduce della lotta partigiana e del campo di prigionia di Mauthausen, nella neonata Repubblica d’Alta Italia ricopre il grado di Capitano dell’SLL, il Servizio Liquidazione Latitanti nato allo scopo di rintracciare nazisti e fascisti che si sono resi irreperibili e consegnarli alla giustizia della Repubblica o eseguire in loco le sentenze capitali comminate.


“Naturalmente il latitante numero uno resta il Duce che è riuscito, alla notizia dell’attentato in cui è rimasto ucciso il suo grande alleato, a riparare in Svizzera e da li ha fatto perdere le sue tracce.” Vento è uno dei migliori nel suo lavoro, ha all’attivo più obiettivi di chiunque altro. E’ quindi abbastanza naturale che venga inviato lui in Spagna, dove già da tempo si vocifera che il Duce avesse portato il suo quartier generale, non appena arrivano al comando dell’SLL indizi realistici sulla sua ubicazione.
Alberto parte seguendo gli ordini ricevuti affiancato dal Tenente francese Georges Leconte, per un esperimento di collaborazione fra i rispettivi servizi. Con le giuste precauzioni e un’accurata pianificazione la missione giunge a buon esito e l’obbiettivo viene facilmente eliminato. Scandellari è combattuto fra il sollievo di aver finalmente eliminato l’obbiettivo primario e la sensazione fortissima che qualcosa non vada: sembra essere stato tutto troppo semplice.


Questa sensazione viene accresciuta dall’atteggiamento del suo superiore che, al rientro al quartier generale, senza nemmeno chiedergli un rapporto dettagliato della missione gli fornisce subito nuovi ordini da eseguire con la massima urgenza. Già all’inizio della nuova missione risulta evidente che qualcuno conosce i suoi movimenti, qualcuno che non ha esattamente buone intenzioni nei suoi confronti.


Vento però porta avanti il suo compito, come ha sempre fatto, ligio agli ordini ricevuti ma le informazioni che gli giungono dai pochi contatti realmente fidati di cui dispone, confermano i suoi sospetti: qualcosa bolle in pentola e al momento solo lui e il Tenente Leconte sembrano averne avuto il sentore.
Grazie alla collaborazione fra i due agenti sarà possibile fare luce fra le ombre ma lo scenario che si palesa ai loro occhi è tutt’altro che rassicurante e richiede un repentino intervento e grandi rischi, che i due non si tirano indietro dal correre.
Il romanzo ha una trama dinamica e piacevole, avvincente quanto basta per invogliare il lettore a proseguire celermente la lettura. I personaggi sono ben costruiti, realistici e intriganti. Lo stile semplice e diretto rende la lettura scorrevole anche nelle parti più descrittive.

Vox Reding

Foto: edizionipoke.it

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