Storia di Milo, il gatto che non sapeva saltare di Costanza Rizzacasa D’Orsogna

Recensione di Elisa Benni

Milo è un piccolo gattino nero affetto da ipoplasia cerebellare felina, sindrome per effetto della quale il cervelletto, che controlla le funzioni motorie, nasce piccolissimo causando una mancanza di coordinazione tale per cui il micino cammina a zig-zag, cade spessissimo e non riesce a saltare.
Unico sopravvissuto, per miracolo e tenacia di mamma gatta, di una cucciolata costata alla madre ogni energia, si ritrova purtroppo ben presto solo al mondo.

La sua disabilità e il suo colore nero come la pece, che provoca superstizione, fanno sì che venga preso dallo sconforto e disperi di trovare qualcuno che si occupi di lui. Per sua fortuna un umano lo raccoglie zuppo durante una tempesta e gli trova un’accogliente abitazione. Qui il piccolo Milo viene coccolato e accudito al meglio e questo fa sì che, nonostante la sindrome che lo affligge, non abbia grandi problemi a crescere. Certo, a volte gli pesa non saper saltare, ma con tenacia e dedizione non si arrende mai ai limiti imposti dalla malattia e cerca ogni giorno di arrivare dove il giorno prima appariva impossibile.


Non avendo grande esperienza del mondo, approfitta di ogni nuovo incontro per conoscere quello che la vita e la mamma non hanno fatto in tempo a insegnargli. L’arrivo del gabbiano Virgilio gli fa scoprire che ci sono tanti animali che non hanno a disposizione tutto il cibo che la sua mamma umana invece gli prepara ogni giorno e, anzi, ci sono animali che non hanno di che mangiare. Dallo scorpione Pierino impara che occorre conoscere ciò di cui si ha paura perché non tutto ciò di cui si ha paura è cattivo. Per aiutare la riccetta Giulia scopre che il coraggio e l’empatia possono far nascere forze inaspettate.


Una favola educativa sulla diversità e sulla disabilità che vuole dare uno spunto per sconfiggere quelle paure che possono insorgere nei bambini sia per riflesso dei pregiudizi dei genitori, sia irrazionalmente dalla non comprensione del diverso, dell’inaspettato, delle mille screziature che il mondo può avere. Una favola per scoprire che non si può essere speciali senza essere diversi perché per essere speciali occorre distinguersi dagli altri.


Al Milo del libro vengono attribuiti pensieri e vengono fatte vivere anche avventure inventate ma il gatto Milo da cui ha preso spunto il personaggio è un gatto reale, di proprietà dell’autrice, divenuto ormai un idolo del web con un proprio profilo twitter (https://twitter.com/royalgattin) dove chiunque può trovare le sue foto e i video in cui effettua i migliori tentativi di salto fin dal febbraio 2014.


L’autrice, Costanza Rizzacasa d’Orsogna, l’ha effettivamente preso con sé che era molto piccolo e dal loro rapporto quotidiano, ben prima del libro, ha fatto nascere la rubrica “Io e Milo”, inserita in “Animalia”, un canale del Corriere.it, una rubrica che “parte da Milo ma che ha un grande sfondo animalista perché raccontiamo storie di animali in difficoltà e di temi etico-filosofici. Mi sono occupata per esempio della nuova ipotesi di togliere geneticamente il dolore agli animali in allevamento. E poi ci sono i temi legati all’ambientalismo e all’ecologia” come la stessa autrice ha dichiarato in un’intervista rilasciata all’AdnKronos.

Vox Reading

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *