La notte che uscimmo dall’Europa di Sergio Rizzo

Recensione di Giacomo Bianco

Due partiti che non hanno nulla in comune e che durante la campagna elettorale pre-elezioni “si sono odiati cordialmente“, sono riusciuti incredibilmente a rimarginare le ferite causate dai reciprochi attacchi e ad allearsi insieme per governare il Paese.

Nell’incipit del libro di Sergio Rizzo 02.02.2020. La notte che uscimmo dall’Europa edito da Feltrinelli, si cela la reale formazione nel nostro Paese del “governo del cambiamento, avvenuta lo scorso giugno. Tra le intriganti pagine del vicedirettore di Repubblica si mescolano realtà e fantasia in modo talmente abile e acuto da non riuscire, ad un certo punto, a distinguere più le due cose. Una buona dose di sarcasmo, accompagnata dal racconto di tragicomici aneddoti fanno il resto, rendendo il libro molto scorrevole e soprattutto piacevolissimo, nonostante l’importanza del tema.

Dietro i nomi dei partiti in questione quali il Partito del Nord e il Partito Populista che si fonderanno nel PSI (il Partito Sovranista Italiano) si nascondono ovviamente la Lega e il Movomento 5 Stelle che, dopo essersi annusati a urne chiuse, si sono accorti di avere nell’odio verso l’Europa e la  moneta unica un elemento in comune che avrebbe fatto da collante cementizio alla loro innaturale allenza.

Da quì inizia la chiarovveggenza di Rizzo che racconta di un trionfo assoluto del PSI alle elezioni europee (per noi lettori del presente elezioni previste a maggio di quest’anno) con un risultato superiore al 70%. Sull’onda dell’entusiasmo, i membri del governo comincieranno letteralmente a bombardare l’opinione pubblica di messaggi denigratori nei confronti dell’Unione Europea e dell’Euro, dalla televisione ai social il liet-motiv sarà sempre lo stesso: sovranismo e difesa dei confini, quindi minacce di uscita dall’UE.

A completare il quadro e a mischiare ancora di più finzione e realtà è la presenza di un Presidente del Consiglio svuotato delle sue funzioni di capo del governo e ridotto ad un mero garante del “contratto” tra i due leader del PSI, scelto dal Partito Populista con la vana illusione di controllare l’avanzata imperiosa dell’alleato del Nord.

In un’atmosfera che si farà sempre più sinistra e cupa, durante l’attuazione del “piano B” (l’uscita lampo dalla moneta unica in un finesettimana) ci sarà spazio anche per personaggi ai limiti del grottesco, di quelli che strappano dalla bocca del lettore un sorriso amaro, come la figura del grafico incisore alle prese con la tonalità di verde perfetta della nuova moneta che avrebbe sostituito l’euro: la Lira Nuova appunto, che in perfetto stile anti-elitè e popolare, avrebbe avuto come effige gli eroi e i martiri del partito sovranista al posto dei poeti, degli artisti e degli scienziati.

Il finale del libro segue la logica conseguenza delle azioni del governo. A questo punto starà al lettore giudicare l’esito che l’autore ha dato alla storia e capire se, in un gioco paradossale e contorto, la finzione ha preso il sopravvento sulla realtà per esisgenze letterarie o semplicemente perché essa si dimostrerà più coerente della realtà stessa.

Se i nostri rappresentanti politici non avessero dato una svolta pacifica ai rapporti con l’UE, almeno per quello che ha riguardato recentemente la manovra finanziaria per il 2019, si sarebbe pavenatato ai nostri occhi uno scenario simile al finale del racconto? É in questo senso che la realtà appare, oggi, più contraddittoria della fantasia raccontata dall’ex editorialista de Il Corriere della Sera.

Il tema è importante e molto serio ma Rizzo riesce a trattarlo con fantascientifica sagacia e con tanta celata ironia che manifesta una grande protesta e una forte opposizione alla classe dirigente attuale e al suo modo di fare politica.

Vox Reading

Foto: Maria Laura Giolivo – Vox Reading

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