Il silenzio del sabato di Mariantonia Avati

Recensione di Maria Laura Giolivo

Il silenzio del sabato per ammissione della stessa autrice vuole essere la “cronaca immaginaria di ciò che Maria compì durante i tre giorni che cambiarono la storia del mondo”.

Mariantonia Avati sceglie di romanzare i terribili momenti che la Madre ha vissuto nei giorni che intercorrono fra la crocifissione del Giusto e l’annuncio della Sua resurrezione ponendo l’accento in modo particolare sul dolore intollerabile che prova una donna costretta a sopravvivere al proprio figlio.

Il libro nasce dalla personale curiosità dell’autrice di capire come mai tutti e quattro gli evangelisti abbiano scelto di leggere la storia della morte e resurrezione di Dio, trascurando la figura di Maria nel momento più drammatico che una madre possa vivere. “Perché hanno scelto di non riferire pensieri e parole della donna che più l’amava?”

La madre, così viene sempre chiamata Maria in tutte le pagine del romanzo, rimane in bilico, lungo tutto il corso della narrazione, fra il desiderio di abbandonarsi alla desolazione di aver perso la sua unica ragione di vita e la consapevolezza che qualcosa di grandissimo e irripetibile sta per accadere.

La Avati non manca di scandagliare puntigliosamente tutte le emozioni che travolgono l’animo di Maria che solo dopo l’annuncio della resurrezione di Cristo sembra ritrovare la sua straordinarietà unicità che ha potuto renderla, al tempo stesso, donna fragile, incapace di impedire la morte del Figlio, e grandiosa madre di Dio.

Attraverso le parole dell’autrice il lettore ripercorre le ore più bue della storia dell’umanità identificandosi con quella donna che a fatica riesce a non abbandonare la fede anche nel momento in cui sembrano venire meno tutte le promesse che il Figlio le aveva fatto.

Costretta a sopportare ciò che nessuna madre potrebbe mai neanche immaginare, Maria compie un viaggio metaforico di discesa agli inferi e ritorno. Nel tentativo disperato di non abbandonare mai il Figlio anche nell’unico giorno (il sabato) in cui ha conosciuto la morte, Maria decide di dover incontrare Lazzaro, l’unico uomo in grado riportarle cosa si prova quando ci si trova nel limbo fra la vita e la morte.

E’ proprio a seguito dell’incontro con Lazzaro, e grazie all’aiuto di Dio che le pone sempre accanto un angelo per darle la forza di non cedere alla bestiache Maria riesce a cogliere completamente la grandezza e l’unicità di quanto sta per accadere e sceglie di fidarsi completamente di colui che è al tempo stesso Padre e Figlio, Creatore e Creato. Maria sceglie di credere, di affidarsi a Dio come aveva già fatto al tempo dell’annunciazione.

Alternando narrazione presente a flash back, la Avati disegna un ritratto di Maria quanto mai vivido di sublime umanità riuscendo, al tempo stesso, ad evidenziare la grandezza e la straordinarietà della donna scelta come madre di Dio.

Lo stile semplice e scorrevole e l’eccezionale capacità di descrivere tutte le diverse emozioni che attraversano l’animo di Maria nel corso di tutto il racconto, rendono Il silenzio del sabato un testo estremamente evocativo, al limite fra prosa e poesia, in grado di raccontare, in modo immaginario, la morte e resurrezione di Cristo dal punto di vista della donna che più l’amava.

Vox Reading

Foto: Maria Laura Giolivo – Vox Reading

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