Un disastro chiamato amore di Chiara Giacobelli

Recensione di Ilaria Traditi

Un disastro chiamato amore, edito da Leggereditore del gruppo Fanucci, è una moderna favola romantica che si snoda tra ironia e mistero, un mix di spensierata leggerezza e intimità psicologica tale da fondere insieme il genere del chick lit anglosassone con la scrittura d’autore più propriamente europea.

Lo firma Chiara Giacobelli, scrittrice e giornalista con all’attivo undici libri di successo pubblicati da varie case editrici tra saggistica e narrativa; per il suo impegno nel raccontare il mondo delle donne – siano esse sbadate e goffe Woody Allen in gonnella come la protagonista di questo romanzo, o personaggi storici di notevole interesse le cui vite vengono ripercorse nel blog dell’autrice sull’Huffington Post – la Giacobelli ha ricevuto lo scorso novembre a Milano il Premio per la Letteratura al Femminile nell’ambito del Premio Letterario Milano International.

Ma di che cosa parla il suo esordio nella narrativa, andato così bene da entrare nella classifica dei bestseller italiani e vedere anche un seguito in versione pocket tuttora nelle librerie e negli store online? La storia è incentrata attorno alla protagonista Vivienne Vuloir, una francesina terribilmente imbranata, piena di fobie e con un innato pessimismo “comico”. Un giorno la ragazza riceve una proposta estremamente allettante per la sua carriera; c’è però un ostacolo da superare: prendere un aereo! In un modo o nell’altro riuscirà a trascinarsi fino al gate e, una volta giunta in Italia da Parigi, si ritroverà a vivere e lavorare per un’estate nella villa della famosa attrice Elisabetta Grimaldi. È proprio qui, nella meravigliosa ambientazione del Golfo dei Poeti, che abita Alex Lennyster, l’affascinante figlio della Grimaldi intenzionato a scriverne la biografia dopo la sua scomparsa.

Tra tentativi di rispettare il galateo, buffe figuracce e un rapporto grottesco con Marco, il maggiordomo dei Lennyster, Vivienne non tarderà a scoprire che quella villa in apparenza calma e serena è in realtà piena di misteri, presenze inquietanti, segreti di famiglia e intrighi di cui vuole assolutamente venire a capo, fondando la Vuloir & Co. Investigations insieme ai suoi più fidati amici. Ma al di là del giallo e dei momenti di comicità pura, sarà la storia d’amore tra Alex e Vivienne a dominare la scena e a rapire sempre più i lettori, trascinandoli in un mondo di dolcezza, pazienza, errori quotidiani, perdoni e piccole grandi crescite personali, così vicine a ciò che accade ogni giorno nella quotidianità delle persone. Ecco perché, nonostante Vivienne sia volutamente un personaggio sopra le righe, si finisce per immedesimarsi con facilità in lei, nei suoi timori e nella sua fragilità di donna.

L’autrice ha raccontato che il libro è nato come Terapia del Sorriso durante un periodo difficile della sua vita, infatti oggi sono diverse le librerie e i reparti ospedalieri che ne hanno acquistato alcune copie per regalare qualche ora di svago e leggerezza alle pazienti o alle loro famiglie. Chiara Giacobelli è spesso chiamata come ospite per parlare della sua esperienza nello scrivere questo romanzo al fine di superare una malattia, oltre all’impegno come insegnante presso l’Università di Camerino e giornalista di viaggi e cultura per varie riviste.

Insomma, Un disastro chiamato amore è un romanzo adatto a tutti – nonostante la “compromettente” cover rosa -, che vi consigliamo per trascorrere qualche momento di piacevole relax. Starà poi ai singoli lettori scegliere quanto in profondità andare nella lettura di questo libro pensato a più livelli, ognuno dei quali nasconde emozioni, sorprese, spunti di riflessione.

Vox Reading

Foto: Leggereditore

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