Amen di Antonio Ferrari

Recensione di Elisa Benni

Il 13 maggio 1981 il mondo si ferma in attesa di notizie dal Policlinico Gemelli di Roma sulla salute di Papa Giovanni Paolo II caduto vittima di un attentato: un tiratore esperto appartenente al gruppo neonazista turco dei Lupi Grigi, Mehmet Ali Ağca, gli ha sparato ferendolo gravemente con una Browning HP 9 mm Parabellum, con numero di serie belga 76c23953, ritirata presso un deposito di Zurigo.

Appare subito chiaro che Mehmet Ali Ağca è un mero esecutore che, peraltro, sarebbe stato probabilmente destinato esso stesso ad una repentina e silenziosa dipartita se non fosse stato istantaneamente catturato dalle forze dell’ordine subito dopo aver esploso i colpi che dovevano essere fatali al pontefice in quella Piazza San Pietro gremita (con l’aiuto dell’energica “suor Letizia, al secolo Lucia Giudici, una vigorosa suora bergamasca, originaria di Vilmaggiore di Scalve, che si lancia d’istinto addosso al killer, lo immobilizza e ne impedisce la fuga, consegnandolo alla polizia”).

Ma, tanto è chiaro che il turco sia solo un sicario tanto è oscuro la vera mente dell’operazione o, meglio, i veri cervelli cospiratori che si sono affidati ad Ali Ağca quale braccio armato.

Muovendosi con disinvoltura nell’ombra e forti delle tensioni esistenti fra il pontefice polacco e il governo sovietico, i cospiratori hanno avuto agio a spingere agli onori della cronaca la cosiddetta pista bulgaraorchestrata ad hoc proprio per fornire una lettura non solo plausibile ma probabile della realtà allontanando abilmente i sospetti dal Vaticano.

C’è però un gruppo di persone che non ha mai creduto alla pista bulgara e che col tempo è riuscito a smentirla inquadrandola per ciò che è stata: una recita ben congegnata; un gruppo di persone che ha zigzagato fra imbrogli, cospirazioni e depistaggi per portare alla luce la verità.

Questo gruppo opera sin dai tempi dell’elezione a pontefice di Giovanni XXIII, lottando sottotraccia, per una Chiesa più libera, più moderna, portatrice di nuova luce e che, a tale scopo, si trova a combattere contro le forze che vogliono mantenere lo status quo, nell’immobilismo in cui la Chiesa si è crogiolata per secoli e per colpa del quale, lentamente ma inesorabilmente, si è creato un divario via via più grande fra le gerarchie ecclesiastiche e i fedeli.

Antonio Ferrari, da giornalista fine conoscitore delle vicende italiane, romanza i retroscena di questo grande “gioco” fra politica, religione, massoneria, malavita e molto altro seguendo le vicende di un piccolo gruppo di riformatori noti come “Chiesa rinata”. Un percorso tortuoso dagli anni 50 del ‘900 al XXI secolo che li porterà ad incrociare le vicende di un giovane prete statunitense vittima e testimone di episodi di pedofilia così come quelle di un virtuoso giornalista de Il Corriere della Sera (alter ego dello stesso autore) che in un balletto fra Milano, Roma, Sofia e Istanbul scoprirà retroscena a dir poco sconvolgenti.

Un romanzo profondo quanto un’inchiesta giornalistica; un’inchiesta giornalistica scorrevole come un romanzo. Un’ ambivalenza che questo libro si porta dietro sin dal titolo, quell’Amen che è la conclusione naturale del discorso di Wojtyla a Sofia quando proclamò risoluto di non aver mai dato credito alla pista bulgara ma è anche la parola d’ordine a procedere dei congiurati raccolti attorno a un tavolo in un ristorante romano nei pressi del Vaticano.

Vox Reading

Foto: imgrumweb.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *