Sovranità di Carlo Galli

Recensione di Matteo Scannavini

L’apologia, scritta da accademico, di un tema oggi contestato da molti intellettuali: il sovranismo. È quanto propone il docente universitario ed ex deputato Carlo Galli nel suo ultimo libro, Sovranità, pubblicato da Il Mulino per la collana, non a caso, Parole Controtempo. Si tratta di un breve saggio, articolato in una sezione storica, una filosofica e una politica, destinato a far discutere e le cui tesi incontreranno la resistenza di molti lettori. Ciò nonostante, Sovranità rappresenta una lettura suggestiva, in generale come utile memento a non cadere in analisi semplicistiche con presunta intellettualità, e, in particolare, per la curiosità di esplorare il punto vista argomentato di un sovranista di sinistra.

Per cominciare, la definizione: “Sovranità è, in prima approssimazione, il modo in cui un corpo politico si rappresenta (o si presenta) per esistere, per volere, per ordinarsi e per agire secondo i propri fini, nell’epoca moderna in cui l’ordine politico non è più legittimato da fondamenti tradizionali”. Galli intende quindi il concetto di sovranità come chiave di lettura imprescindibile per trattare di politica e come categoria esistenziale, nel senso in cui un soggetto politico deve necessariamente possederla per poter affermare la propria esistenza. E, secondo Galli, gli stati nazionali dell’UE, quindi i loro cittadini, non possono oggi esercitarla in vista del rovesciamento del tradizionale rapporto tra stato e mercato.

Il moderno dibattito tra europeisti e sovranisti viene sempre più spesso ridotto ad un conflitto manicheo tra il liberal democratico buono da un lato, e il cattivo ignorante di destra, talvolta anche fascista, dall’altro. Una semplificazione impari e meritevole di una trattazione più complessa, che Galli, pur prendendo le distanze dalla retorica e da molti contenuti degli attuali volti simbolo del sovranismo, intende dare. La domanda centrale posta in essere dal suo saggio è, in sintesi, la seguente: in Europa è meglio una sovranità nazionale o una sovranità delegata a una federazione esterna? La risposta dell’autore è orientata verso la prima alternativa e sostiene come sovranità e democrazia sono termini di un’equazione possibile.

Per giungere a quest’idea, Galli prende in esame con sguardo scettico e realista l’odierna UE, un insieme non sovrano di stati sovrani, dove i membri, incapaci di vedere un interesse strategico a livello continentale, condividono la sola dimensione monetaria.

Chi sono, si chiede, i soggetti dell’establishment che desiderano realmente un’estensione e condivisione della sovranità tra tutti gli stati membri? Che vorrebbero impegnarsi e condividere risorse per realizzare un esercito e un bilancio comune, gestire collettivamente i flussi migratori e i problemi di ciascuno stato, e intervenire come voce unitaria nelle questioni internazionali? Fattualmente questi soggetti non esistono, sentenzia l’autore, sostenendo l’assenza di fondamenta e di volontà per una reale politica comunitaria. La Germania, motore economico trainante dell’Europa, accetta l’Unione nei termini in cui essa le è sussidiaria, in cui ci si può rispecchiare.

Inoltre, una sovranità moderna generata soltanto da un grande impegno di energia politica sarebbe un caso unico nella storia. Se mai esisteranno i fantomatici Stati Uniti d’Europa, sostiene Galli, sarà per effetto di una rivoluzione e non di una decisione presa a tavolino. E, soprattutto, tale federazione potrà funzionare solo grazie ad un cambio radicale di paradigma economico: come si evince dalle pagine di Sovranità, è il neoliberismo avviato da Reagan e Thatcher l’imputato principale della degradazione delle nobili premesse del Manifesto di Ventotene nell’Europa di Maastricht, la macchina dei tecnocrati odiata e temuta da molti elettori. L’unione, solo economica, del vecchio continente vive oggi l’apice della propria crisi istituzionale, osservando la spada di Damocle delle elezioni che potrebbero segnarne la definitiva condanna. Uno scenario dalle ripercussioni problematiche ma che l’autore preferirebbe comunque alla “prigione” della vittoria dell’Europa dell’euro.

Nonostante in molti non condivideranno il punto di arrivo del professore, sono tuttavia incontestabili alcuni dei suoi argomenti. La sfida per gli attuali nemici del sovranismo resta, come suggerisce lo stesso Galli, quella di muovere una critica costruttiva e opporre una forte presa di posizione, necessaria da parte di tutti gli stati, direzionata verso una prospettiva federale: per l’autore l’importante è compiere una scelta, e quindi un’azione, netta verso uno dei due percorsi, accidentati ma comunque migliori dell’odierna e ristagnante situazione intermedia.

Sovranità è stato presentato il 13 maggio presso le librerie Ambasciatori da Carlo Galli, in dialogo con i colleghi della facoltà di Scienze Politiche di Bologna Angelo Panebianco e Gianfranco Pasquino. Il dibattito, educato nonostante le profonde e manifeste differenze di vedute tra interlocutori, si è ironicamente svolto alle spalle delle stelle della comunitaria bandiera blu, l’ennesimo simbolo di un’ideale ancora fuori portata rispetto alla storia dell’uomo.

Vox Reading

Foto: libreriecoop.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *