Le sorelle Donguri di Banana Yoshimoto

Recensione di Elisa Benni

Guriko e Donko sono due sorelle i cui genitori “sono stati uccisi insieme ad altre quattro persone in un grave incidente: una mattina, mentre facevano jogging, furono travolti da un camion il cui conducente aveva avuto un colpo di sonno”.

Le due bambine, all’epoca, avevano 10 e 12 anni. Dopo la morte dei genitori vengono ospitate a casa di uno zio paterno che con la moglie non aveva avuto figli ma anche lo zio muore d’improvviso e la zia, anche per mandare avanti l’attività di famiglia per cui le sole forze di una donna e due ragazzine non erano sufficiente, sceglie di risposarsi e le due ragazze, dal canto loro, di andare via.

Essendo ancora minorenni, un avvocato amico del padre prende in mano le redini della questione e, discutendo con il resto della famiglia, si accorda perché le due sorelle vadano a vivere da una zia materna che con la loro madre aveva avuto un rapporto complicato ma che aveva i mezzi per accoglierle. La zia, infatti, aveva sposato un medico ed era benestante. Inoltre, proprio per questo, non aveva necessità che le due sorelle ricambiassero la sua ospitalità facendo dei lavori per lei, cosa che per le ragazze, che volevano non essere un peso per nessuno, era inaccettabile.

Anche se inizialmente vivere nell’agiatezza è una gradevole novità nella loro vita, ben presto diviene un peso. Donko, raggiunta la maggiore età, di punto in bianco decide di andarsene e vivere la propria vita. Intraprendente ed espansiva di natura vuole percorrere la propria strada ma spera, col tempo, di potersi rendere sufficientemente autonoma anche economicamente per prendere con sé anche Guriko, più piccola e ancora in età scolare.

Guriko quindi, per un periodo, resta sola a casa della zia ma questa lontananza dalla sorella comincia a logorarla portandola ad avere problemi alimentari e psichici.

Donko nel frattempo si rende conto che le sue sole forze non bastano per raggiungere l’indipendenza.

Allora contratta, con l’aiuto del solito avvocato, per stare dal nonno paterno, “che dopo la morte della nonna aveva tagliato quasi del tutto i ponti con il resto della famiglia, ma amava i libri ed era una persona splendida, dotata di una grande dignità”.

Così le due sorelle si riuniscono e Guriko ritrova un equilibrio sia per la vicinanza di Donko che per le nuove incombenze sopraggiunte nel prendersi cura di quel nonno la cui età avanzava inesorabilmente e con essa i relativi acciacchi.

Quando anche il nonno muore e le due sorelle si ritrovano nuovamente sole ma con un po’ di eredità , devono decidere cosa fare della loro vita. Mentre Donko continua e incrementa la sua attività di scrittrice/giornalista per una rivista, attività con la quale riusciva a sostenere le spese per mantenere il tenore di vita semplice di entrambe, Guriko scopre il proprio talento nel prendersi cura delle persone dando consigli ma anche solamente prestando attenzione ai loro problemi. Le due sorelle decidono pertanto di mettere in piedi il progetto Don-Guri: una sorta di posta del cuore per accudire e aiutare a distanza persone afflitte dalla solitudine così come avevano accudito e aiutato il nonno.

Nel momento in cui la vita sembra finalmente scorrere serena, alla casella delle sorelle Donguri arriva la mail di una moglie che non riesce a farsi una ragione della perdita del marito, morto in un incidente l’anno prima.

Questa mail risveglia in Guriko, senza un vero motivo, i ricordi del suo grande amore delle superiori e qualcosa la induce a lasciare la volontaria, serena e non rischiosa, clausura che si era autoimposta per rintracciarlo.

Destino vuole che il suo grande amore, Mugi, altri non sia che il marito morto della donna che aveva scritto alle sorelle Donguri. La scoperta della morte del suo primo amore le fa intraprendere un percorso di guarigione fatto di ricordi, incubi e allucinazioni.

Banana Yoshimoto, col suo stile leggero simile a un tratto di matita poco marcato, affronta in questo romanzo il senso della perdita e della solitudine in quella maniera giudiziosa e delicata che contraddistingue gran parte delle protagoniste dei suoi romanzi: Guriko è infatti, come gli altri personaggi centrali dei romanzi di Banana Yoshimoto, ricchissima di sfaccettature, profonda nello spirito, ma sempre dai contorni un po’ sfocati.

Vox Reading

Foto: letture.org

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