M il figlio del secolo di Antonio Scurati

Recensione di Elisa Benni

Benito Mussolini è senza dubbio il personaggio maggiormente emblematico del ‘900 italiano.

Figlio di un umile fabbro di Romagna, maestro abilitato per la scuola secondaria, fervente socialista, “fu prima segretario della Camera del lavoro di Cesena, Forlì e Ravenna, poi dal 1912 direttore del giornale Avanti! al quale impresse forma violenta, suggestiva ed intransigente.

Nel 1914 lascia l’Avanti! per contrasti col partito socialista, troppo neutrale a suo dire, e fonda Il Popolo d’Italia dal quale sostiene calorosamente “la tesi dell’intervento dell’Italia nella guerra contro il militarismo degli Imperi Centrali.”.

Nel 1919 fonda i Fasci di combattimento e da questo avvenimento Antonio Scurati inizia a comporre il suo grande mosaico: ogni capitolo è una tessera focalizzata sulle vicende di uno dei protagonisti (quali lo stesso Mussolini, D’Annunzio, Marinetti, Matteotti, Arpinati, Dùmini e altri) in un determinato momento.

Le tessere che si vanno via via a disporre narrando i successivi 5 anni formano il disegno di un’Italia in cui mano a mano il potere e l’influenza del fascismo aumentano mentre scompare (o viene fatta scomparire) ogni sorta di opposizione, attraversando momenti quali l’impresa di Fiume che tanti sentimenti patriottici aveva risvegliato all’indomani della Grande Guerra, la marcia su Roma per l’ottenimento dell’incarico di governo da parte del Re Vittorio Emanuele III a Mussolini, gli scontri violenti fra sindacati socialisti e sindacati fascisti, fino ad arrivare all’omicidio dell’Onorevole Giacomo Matteotti.

Una particolare attenzione viene posta ad alcune distinte sezioni dei fasci, governate da ras più o meno lungimiranti, più portati alla violenza istintiva o a quella lucida e pianificata. Storie di pestaggi, torture e sommarie esecuzioni perpetrate non sempre con l’approvazione preventiva dei vertici del partito fascista ma da esso comunque sfruttate per il loro apporto di paura suscitata senza necessità diretta di sporcarsi le mani e, anzi, arrogandosi la prerogativa di disconoscerle laddove potessero generare un danno in capo agli stessi vertici. Una rigida gerarchia, quella fascista, dove ogni singolo membro impegnava la propria lealtà in favore del capo supremo mentre il capo supremo non impegnava la propria lealtà nei confronti di nessuno, nemmeno dei suoi più stretti collaboratori, sacrificabili al minimo accenno di necessità.

Un romanzo che rende narrativa la cronaca dell’epoca inframezzandola con stralci di documenti, frammenti di corrispondenze ed estratti di articoli di giornale.

Antonio Scurati riesce con questo libro a rendere di facile fruizione la Storia, perché di questo si tratta: la Storia con la S maiuscola, fatta della combinazione di tante piccole storie, con la s minuscola. Un libro che porta alla ribalta come la Storia venga fatta sia dalle azioni, anche di pochi, sia dalle inazioni, anche di uno solo.

Un lavoro magistralmente eseguito come attestato dalla vincita del Premio Strega 2019.

Vox Reading

Foto: ibs.it

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