Sonno di Haruki Murakami

Recensione di Elisa Benni

Una donna, una casalinga madre di famiglia che trascorre ogni giorno uguale al precedente: al risveglio si alza, prepara la colazione per suo marito e suo figlio che poi escono insieme perché il marito lo accompagna a scuola trovandosi essa sulla strada per il suo studio. Lei li saluta dalla finestra mentre escono con l’auto e loro rispondono al suo saluto all’unisono. Ogni giorno gli stessi identici passi, gli stessi identici movimenti.

Poi trascorre la mattina fra le faccende domestiche, piccole commissioni e la spesa fino a che non arriva l’ora di preparare il pranzo per sé e per il marito, che preferisce pranzare a casa anziché infilarsi in un qualche bar vicino al suo studio a mangiare qualcosa da solo, velocemente e scomodamente.

Terminato il pranzo il marito torna immediatamente al lavoro dove i pazienti lo attendono (è un dentista, con un discreto giro di pazienti tanto da non avere più appuntamenti liberi nella giornata) mentre lei si infila abiti sportivi e va in piscina per fare mezz’ora di nuoto per mantenersi in forma.

Uscita dal centro sportivo torna a casa in tempo per preparare la merenda per il figlio che rientra poco tempo dopo.

I giorni si svolgono così, tutti secondo lo stesso copione, senza intoppi o colpi di scena, carichi di serena tranquillità e di prudente appagamento.

Ma una notte, dopo un sogno realistico e inquietante, lei si alza, si reca in salotto, prende dallo scaffale un libro che non toccava da anni e dalla credenza una bottiglia di Brandy regalatale tanti anni prima e mai aperta e, per tornare coi piedi per terra e allontanare da sé l’angoscia che il sogno le ha provocato, si mette a leggere (hobby che non praticava da molto ma che era solita fare moltissimo in gioventù).

Immergendosi sempre più nella lettura, si rende conto di non sentirsi per nulla assonnata e decide pertanto di continuare fino a far giungere il mattino, ritenendo che quando il corpo esaurirà le energie e avrà necessità di riposo le darà le dovute avvisaglie.

Ma il suo corpo, da quella notte, non sembra aver più bisogno di dormire. Ogni tentativo di prendere sonno risulta vano. E mentre i giorni passano e la sua insonnia non accenna a diminuire, contrariamente ad altri periodi insonni che le erano capitati nel passato, le sue energie continuano ad aumentare tanto che lei si rende conto che la sua vita, quella che può definire veramente “sua”, è proprio quella che vive mentre tutti gli altri dormono.

La sua esistenza da quel momento appare scissa in due parti: una “recitata” della quale fanno parte le chiacchierate a pranzo col marito, le premure nei confronti del figlio, i rimproveri della suocera, la spesa, la piscina e l’altra, quella “vera” dove con lei ci sono marito e figlio che dormono (nella stessa identica posizione ogni notte) e non si svegliano nemmeno con le cannonate, Anna Karenina, un buon brandy e il cioccolato.

Ma qualcosa deve succedere in questa sua nuova routine e non è qualcosa che sia facile da preventivare.

Murakami in questo romanzo breve catapulta l’immaginazione in una dimensione a metà strada fra il reale e l’onirico, con suggestioni che non sono nuove nella letteratura del Sol Levante.

Con la sua prosa fatta di periodi corti e incalzanti, Murakami sforna un altro dei suoi scritti magici.

L’effetto, in sede editoriale, viene supportato splendidamente dalle immagini fortemente evocative disegnate da Kat Menschik.

Vox Reading

Foto: ibs.it

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