C’era una svolta di Barbara Fiorio

Recensione di Elisa Benni

I fratelli Grimm (1785/1863 e 1786/1859), Hans Christian Andersen (1805/1875) e Charles Perrault (1628/1703), sono maestri dell’arte affabulatoria ma le loro favole, figlie anche del periodo storico in cui ciascuno di questi autori è vissuto, hanno una ambientazione cupa, tetra, a tratti quasi gotica e non rispettano il canone del “vissero tutti felici e contenti”.

Poi venne il Signor Walt Disney che prese a piene mani dalle storie raccontate dai tre mostri sacri appena citati e le ammorbidì, togliendo loro i dettagli più truci e meno adatti ai bambini più piccoli, semplificandole e rendendole i grandi classici dei cartoni animati che sono noti oggi ai bambini e ai genitori di tutto il mondo proprio grazie a lui.

Quello che Disney però non ha cambiato delle favole, pur cospargendole con abbondante zucchero, è che “gli adulti sono inaffidabili, il senso di paternità è pressoché nullo, quello di maternità rarissimo; i principi sono smidollati, senza nome; le fanciulle devono aguzzare l’ingegno per sopravvivere; le fate sono casiniste; i bambini vengono abbandonati nei boschi; gli orchi finiscono malissimo e per fortuna ci sono varie creature non umane che rendono la fiaba degna di narrazione”.

Barbara Fiorio si fa portavoce per Morellini Editore delle favole classiche e le rilegge in chiave ironica, donando a ciascuna il proprio punto di vista e fornendo al lettore anche qualche finale alternativo.

Ecco quindi la vera storia della Sirenetta, mezza donna e mezza pesce, entrambi depressi e tristi; la drammatica storia dell’amore di un soldatino di stagno con una gamba sola per una ballerina con una gamba perennemente sollevata (che per questo lui ritiene condivida la sua stessa “mancanza”); la tremenda storia delle due sorellastre di Cenerentola che si tagliano un pezzo di piede (letteralmente) pur di entrare nella fantomatica scarpetta e di un principe che non riconosce la donna di cui si è innamorato ballandoci per tre sere di fila se non dal piede; l’amara storia di una ragazza bellissima ma talmente priva di malizia che, anche se i 7 nani che vivono con lei continuano a raccomandarle di non accettare NULLA dagli sconosciuti, riesce a farsi fregare da una bella mela rossa portatale da una vecchina nondimeno sospetta.

Nella versione pubblicata nel 2019, ripubblicazione in occasione del decennale dall’uscita in libreria di questo che è il romanzo di esordio di Barbara Fiorio, questa disincantata disamina del mondo delle fiabe viene arricchita da nuovi elementi, fra cui una fiaba inedita, scritta dalla stessa Fiorio quando aveva ben 9 anni e da simpatiche illustrazione fornite da un gruppo ben assortito di amici e parenti della scrittrice.

Se le favole di Disney sono la versione politicamente corretta adatta a bambini grandi e piccini e le favole classiche sono la versione originale adatta più a un pubblico over 14, le favole di Barbara Fiorio sono la versione adatta a chiunque non si fermi alla superficie ma sappia godersi una sferzata di ironia e sia incline ad una buona dose di sarcasmo.

Vox Reading

Foto: morellinieditore.it

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