So che ci rivedremo presto di Kristin Harmel

Recensione di Elisa Benni

La rubrica che Emily scriveva su una rivista è appena stata cancellata quando l’editore, suo ex capo, le telefona per comunicarle che in ufficio era stato recapitato un pacco per lei proveniente dalla Germania e che lui aveva provveduto a reindirizzarlo a casa sua.

Riemergendo dalla “apatia post-licenziamento” grazie alla curiosità, Emily non vede l’ora di scoprire il contenuto del pacco poiché nulla aspettava, tantomeno dalla Germania dove non conosce nessuno.

Ma l’apertura del pacco non sazia la sua curiosità, anzi la alimenta. Infatti, il contenuto è un quadro, un acquerello a tinte vivaci di una donna in piedi al centro di quello che sembrava un campo di grano, il viso in piena luce con lo sguardo rivolto in lontananza. Indossava un abito rosso, con il fondo a brandelli e la manica destra strappata, e la sua espressione era risoluta e pensierosa insieme. Sullo sfondo, il cielo era di un viola scuro che catturava l’attenzione. Ciò che maggiormente però inquieta l’animo di Emily è la straordinaria somiglianza della donna del quadro con una versione giovane della sua carissima nonna Margaret, mancata da poco.

Il biglietto accompagnatorio non aiuta a chiarire il mistero: c’è solamente scritto “Ho letto il suo articolo e ci tengo a dirle che lei si sbaglia. Suo nonno non ha mai smesso di amarla. Margaret è stato l’amore della sua vita.”

Il biglietto faceva evidentemente riferimento all’articolo recentemente pubblicato sulla rivista in cui Emily esprimeva le proprie riflessioni su come “le decisioni di un genitore si riflettono sulle generazioni successive” citando come esempio il fatto che suo padre, quando lei era adolescente, avesse abbandonato lei e la madre, probabilmente, perché da bambino si era sentito, a sua volta, abbandonato un padre, che non aveva mai conosciuto perché aveva lasciato la moglie ancora incinta. A quest’uomo, Margaret, nonna paterna di Emily, non aveva mai smesso realmente di pensare tanto da estraniarsi a volte dalla realtà a tal punto da farlo sentire solo anche se gli era accanto.

Tale riferimento e la citazione della nonna Margaret (che era evidentemente anche il soggetto del quadro) non lasciava adito a dubbi sul fatto che quel pacco fosse effettivamente indirizzato a lei.

La ricerca del mittente di quel quadro la porterà a condurre un bizzarro viaggio nel suo presente e, contemporaneamente, nel passato sia suo che della sua famiglia. Un viaggio tanto fisico quanto emotivo;fra l’America e la Germania, una lunga scalata verso il perdono, da concedere prima di tutto a sé stessa, per poter guardare al futuro senza portare i fardelli del passato.

Kristin Harmel è ormai un’esperta in questo genere di storie alla riscoperta di un passato troppo complicato per essere immaginato o supposto se sconosciuto. Come già in Finché le stelle saranno in cielo, la narrazione del presente procede parallelamente a quella del passato per convergere nella parte finale del romanzo, con uno stile molto semplice e ritmico che rende agile la lettura.

Un romanzo sulle scelte, sugli errori e sull’amore che, anche se eterno, non sempre basta.

Vox Reading

Foto: libri.icrewplay.com

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