Tutti giù per aria di Rossella Postorino

Recensione di Elisa Benni

Tina è una bambina molto assennata: “aveva tutti i quaderni senza orecchie, sapeva a memoria anche la tabellina del nove, a mensa non si sporcava mai di sugo, e se le scappava uno starnuto riusciva sempre a mettersi la mano davanti alla bocca in tempo per parare gli sputi. Se colorando un disegno con i pastelli usciva fuori dai margini, appallottolava il foglio e ricominciava da capo.”

La sua filosofia è molto semplice: quello che sa fare bene, lo fa sempre al meglio; quello che non sa fare bene semplicemente preferisce non farlo.

I compagni non la trovavano granché divertente, Tina. Dicevano che era una perfettina, e la perfezione non fa mica ridere nessuno.

Certi giorni a lei bastava, certi altri no. Fu un giorno no quello in cui accettò l’invito a giocare a pallavolo nel campetto della scuola.

Quando tocca a lei il turno di battuta, si rende conto di aver fatto una stupidaggine essendosi messa in una di quelle situazioni scomode che normalmente cerca di evitare ad ogni costo: lei non sa battere, non riesce mai a mandare la palla nel campo avversario. Ormai, però, non può più tirarsi indietro e, dopo un bel respiro profondo, decide di provare preparandosi a deludere tutti e a subire la conseguente umiliazione. Contro ogni previsione la palla supera la rete senza alcuna difficoltà ma poi prosegue dritta senza scendere nel campo avversario; fila dritta per dritta fino a cadere nel fiume oltre il campo.

Tina, mortificata, senza pensarci due volte si getta nel fiume vestita così com’è e, nuotando nuotando, cercando di raggiungere la palla, non si accorge che la corrente la sta trascinando verso una cascata.

Per fortuna dal salto esce indenne e si ritrova a galleggiare in un lago tranquillo con il ribollire della cascata alle spalle ma con qualunque riva assai lontana.

D’improvviso una grande nuvola copre il sole. Tina alza gli occhi al cielo temendo in un peggioramento repentino delle condizioni atmosferiche che non avrebbe fatto altro che coronare con una bella ciliegina la torta di quella sfortunata giornata quando, dalla nuvola, le viene intimato di mettere le mani in alto. Subito dopo Tina viene sollevata dalle forti braccia di Gianna Balloon, un donnone che vola a testa in giù usando il suo enorme sedere come una mongolfiera. Gianna la solleva in alto e la porta nel paese degli scarti, un paese pieno di personaggi bizzarri ma amichevoli che accolgono Tina e la fanno sentire libera tanto che comincia a non avere più paura di mettersi in gioco, di rischiare di non essere perfetta, di aprirsi verso gli altri. In questo paese dove tutto è possibile trascorrerà una giornata di gioia partecipando, fra l’altro, alla caccia al tesoro più sconclusionata a cui abbia mai assistito.

Rossella Postorino, dopo il successo de Le assaggiatrici col Premio Campiello del 2018, regala ai lettori una favola per grandi e per piccini, per tutti quelli che nella loro normalità si sentono un po’ fuori posto, che si sentono diversi, che hanno paura di confrontarsi con il giudizio degli altri. Con uno stile onirico che ben si addice alla fiaba (supportato dalle splendide illustrazioni di Alessandra Cimatoribus) veicola un messaggio di tolleranza verso sé stessi (perché non si può essere perfetti in ogni cosa) ma anche verso quel caleidoscopio di diversità che rende il mondo un posto forse un po’ bizzarro, ma dove è divertente trascorrere le giornate.

Vox Reading

Foto: salani.it

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