Lessico femminile di Sandra Petrignani

Recensione di Chiara Di Tommaso

L’autrice nel prologo definisce la sua stessa opera come la creatura di Frankenstein, “perché frutto di smembramenti e ricostruzioni”. Al lettore invece, il nuovo saggio Lessico Femminile di Sandra Petrignani appare tutt’altro che frammentato e sconnesso. La scrittrice infatti nel portare avanti la sua originalissima riflessione, ha saputo costruire con grande abilità un quadro coerente e scorrevole, nonostante la sua natura composta di stralci, citazioni, immagini e concetti diversi.

L’arduo obiettivo, chiaro fin dal principio, è quello di tracciare e disegnare forme e confini dell’universo femminile attraverso le parole di chi nel tempo l’ha raccontato, senza mai perdere la consapevolezza e l’umiltà di ammettere che essi siano labili e sfumati. Attraverso dieci capitoli e dieci parole chiave, la Petrignani guida il lettore in un mondo in cui nessuno aveva mai provato a mettere ordine.

Le parole dell’autrice e i suoi pensieri, si alternano armoniosamente alle parole e ai pensieri di altre donne, scrittrici che hanno fatto la storia. Come spiega lei stessa, il filo che le unisce è sottile e a talvolta introvabile, e il suo compito è proprio quello di districarlo con attenzione e gentilezza, senza la pretesa di trovare risposte universali. Il filo conduttore è sicuramente anche l’autrice stessa, che negli anni ha sfogliato, letto, spiegazzato le pagine di quei libri, amandoli con rara passione.

Le sue muse, che dialogano con il lettore durante tutto il saggio e risorgono dalle pagine quando viene data loro voce, sono Virginia Woolf, Natalia Ginzburg, Marguerite Duras, Elsa Morante, Clarice Lispector, Anna Maria Ortese, Ingeborg Bachmann, Nina Berberova, Hannah Arendt e molte altre. Ognuna sembra avere qualcosa da dire all’autrice, aiutandola nella sua ricerca del lessico femminile che “davvero esiste?” si chiede la Petrignani, e una risposta certa a questa domanda non l’ha nemmeno lei.

Ma il fulcro dell’opera va oltre il lessico, oltre l’arte dello scrivere, oltre l’essere scrittrici. Il vero cuore della riflessione, il vero scopo è capire, spiegare e scoprire le più intime e profonde sfumature dell’essere donna. Leggendo le parole che queste mirabili donne hanno scelto per descrivere la realtà che le circondava e le emozioni che provavano, emergono e si definiscono le sensibilità, le attenzioni, le fragilità, le certezze, le paure delle donne. Attraverso i dieci concetti che la Petrignani sceglie come unità di analisi da cui partire, i diversi aspetti della vita e dell’anima femminile si rivelano a chi legge.

Tessendo insieme frasi dei libri delle diverse autrici, essi vengono confrontati ed interpretati. La casa, il primo elemento e primo capitolo, viene raccontata in tanti romanzi che stanno a cuore all’autrice. L’attenzione e la passione con cui le scrittrici descrivono i dettagli delle loro dimore, dei loro nidi, vanno oltre la vecchia e comune concezione della donna come custode del focolaio domestico. Bensì esprimono un amore profondo, un attaccamento ai luoghi e alle cose concrete in quanto rappresentano persone ed esperienze care o importanti. Difficile trovare un uomo che sappia descrivere come la Woolf la luce entra dalle finestre di casa sua. E dalla casa, la riflessione prosegue passando per il tempo, l’amore, la solitudine, la famiglia, la libertà. E alla fine ogni pezzetto del puzzle sembra trovare il suo posto nell’ambizioso disegno che Sandra Petrignani propone come immagine dell’animo femminile.

Il merito dell’autrice sta soprattutto nell’essere capace di superare i luoghi comuni e le frasi fatte in cui è così facile cadere quando si parla di temi così vasti e complessi. Il libro è il frutto di una lunga ricerca, di uno studio durato anni, e se le si chiede il motivo, la scrittrice stessa spiega che ha scelto di indagare la letteratura firmata dalle donne “perché sono nata femmina”. Lo studio approfondito delle opere e delle biografie delle sue autrici del cuore, è ciò che le permette di dialogare con loro con naturalezza. E il fatto che effettivamente esista un lessico comune, un modo femminile di guardare fuori e dentro di sé è ciò che l’autrice riesce a dimostrare con la sua indagine. Per certi versi suo malgrado, perché la differenza di peso e l’esistenza stessa di un punto di vista femminile e uno maschile è causa e sintomo della disparità di genere.

Quest’ultima rappresenta una tematica costante lungo tutto il percorso del saggio e centrale, nonostante si legga ed intraveda tra le righe. Un libro nuovo, un flusso di coscienza fresco ma meditato, un tuffo nella letteratura, un tema attuale ed urgente, uno schizzo brillante di cosa significa essere donna.

Vox Reading

Foto: amazon.it

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