Auschwitz di Francesco Guccini, illustrazioni di Serena Viola

Recensione di Elisa Benni

In questo piccolo libro edito da Lapis Edizioni, Serena Viola illustra, attraverso una serie di tavole al confine tra l’onirico e l’astratto, il famoso testo della canzone Auschwitz di Francesco Guccini.

Pur non essendo vero che “un’immagine vale più di mille parole” perché non è possibile sopravanzare parole potenti come quelle di questa canzone (che non può essere considerata meno di una poesia che pochi poeti avrebbero saputo scrivere), le immagini concepite da Serena Viola rafforzano i concetti espressi lasciando al contempo grande spazio alla fantasia e alla riflessione. E più la mente si addentra in quelle immagini più fa male perché sono immagini che portano con loro la sofferenza dell’intera umanità; con queste parole e queste immagini “nessuno può restare indifferente alla sofferenza causata dalla grettezza e crudeltà della belva umana” come sostiene Guccini che ha concepito, in ultimo, anche i camini attraverso cui il bambino protagonista, come tanti altri, vola nel vento.

Io chiedo quando sarà/ Che l’uomo potrà imparare /A vivere senza ammazzare /E il vento si poserà /E il vento si poserà

Vox Reading

Foto: ibs.it

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