Impossibile di Erri De Luca

Recensione di Elisa Benni

Una struttura narrativa bizzarra: l’alternanza fra un interrogatorio (quindi dialogo fra due persone – magistrato e sospettato – con la rara partecipazione di una terza parte – l’avvocato difensore) e un monologo sotto forma epistolare (una serie di lettere scritte, senza la vera intenzione di spedirle, ad una compagna).

Già in questa struttura Erri De Luca denota un’attenzione puntuale a tutto ciò che può veicolare nella maniera ottimale la storia che ha intenzione di narrare tanto da generare un valzer fra una commedia e un romanzo epistolare.

L’antefatto, che si desume man mano che il magistrato e il sospettato si addentrano nell’interrogatorio, è presto detto: il sospettato una mattina è salito in montagna per una passeggiata di buon’ora. Sullo stesso sentiero e allo stesso orario si trovava un’altra persona che, in un punto particolarmente difficile, era scivolata in un crepaccio perdendo la vita e il sospettato aveva chiamato i soccorsi e, con questo, aveva denunciato l’incidente.

Non ci sarebbero particolari misteri in quello che sembrerebbe un banale, per quanto catastrofico, incidente in montagna se non fosse che non solo il sospettato e la vittima si conoscevano, ma il sospettato poteva covare sentimenti di vendetta nei confronti del pover’uomo che, da amico e compagno di lotta politica, aveva tradito la fiducia dell’organizzazione denunciandone partecipanti e azioni e mandandone, con le proprie dichiarazioni, in galera la gran parte, fra cui il sospettato.

Da questo scenario parte il magistrato, convinto che l’incontro su quel sentiero a quell’ora poco frequentata non sia stata una coincidenza fortuita e che, di conseguenza, la morte della vittima non sia da classificarsi come accidentale. Con l’interrogatorio, e il fermo in isolamento fra un interrogatorio e l’altro, lui cerca di far cadere il sospettato in errore tanto, di fatto, da fargli confessare il delitto.

Si trova però di fronte a un uomo temprato dalla vita e ben saldo nelle proprie convinzioni che lo porta, pur ripercorrendo, come richiesto, in maniera ridondante, gli accadimenti del giorno in questione, a ragionamenti ben distanti e non pertinenti con le indagini in corso.

Ad intermezzo, le lettere che quando si trova da solo in isolamento il sospettato scrive “all’ammoremio” costituiscono per lui uno svuotamento della mente come fossero lo stretching da dover eseguire a chiusura di un allenamento pesante (l’interrogatorio in questo caso) per non portare la pesantezza dei muscoli al giorno successivo.

In queste lettere, il sospettato mette a conoscenza la compagna di cosa fa per far passare il tempo in isolamento, dei pensieri che scorrono liberi agli episodi legati a lei e si sofferma pochissimo sugli interrogatori se non per dare pochi e superficiali aggiornamenti.

Con l’avanzare del libro sempre meno si capisce quale sia la verità ma forse poco importa: perché la verità è certezza e in questo libro di certo non c’è nulla, nemmeno l’impossibile perché “Impossibile è la definizione di un avvenimento fino al momento prima che succeda”.

Vox Reading

Foto: amazon.it


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