“ALMARINA” di Valeria Parrella

Recensione di Chiara Di Tommaso

Almarina è il titolo del romanzo della scrittrice Valeria Parrella, pubblicato per Einaudi ad Aprile 2019, che è stato presentato tra i candidati al Premio Strega di quest’anno. Era molto atteso, da critici e lettori, il nuovo libro dell’autrice campana, vincitrice di diversi premi e riconoscimenti sia in ambito letterario che della scrittura teatrale. La storia che racconta questa volta è ambientata nella terra in cui è nata e cresciuta, la provincia di Napoli, ma in un luogo particolare che sembra essere fuori dal tempo e dal mondo: il carcere di Nisida.

Come canta Bennato: “Nisida è un isola ma nessuno lo sa”, un’isola che nonostante la bellezza delle scogliere e l’acqua cristallina non è come le altre. Perché su quest’isola dimenticata da tutti non si va in vacanza, non si prende il sole, perché in quest’isola che è poco più di uno scoglio, con i suoi due chilometri di perimetro, sorge l’Istituto Penale Minorile che accoglie una cinquantina di detenuti minorenni. È qui che la protagonista, Elisabetta Maiorano, insegnante di matematica, incontra Almarina, sedicenne albanese con alle spalle un passato difficile e di violenza. La scrittrice intreccia il racconto attorno ad una sua esperienza reale personale, quella di avere condotto laboratori di scrittura creativa per i ragazzi di Nisida. Così le parole dei suoi alunni si fondono con quelle degli alunni del romanzo, componendo una narrazione di fantasia che trasuda verità. È un rapporto tra due donne quello che nasce e si costruisce tra la professoressa e Almarina, perché chi si trova a Nisida non ha avuto né il tempo né il modo di vivere infanzia e adolescenza. Un rapporto dolce, di affetto e alleanza profonda, che ha la forza di nascere in un’aula tra le sbarre, dove si cerca di insegnare molto di più della matematica, dove si condivide molto di più di un’ora di lezione. Le due donne sono unite da una comune speranza e necessità di iniziare una nuova vita, e sarà proprio la forza del loro legame che permetterà loro di riuscire, piano piano. a rimettere insieme i pezzi della loro rinascita. Elisabetta è bloccata in una solitudine grigia e paralizzante da quando ha perso il marito e vive sola in una città dall’aria pesante che sembra schiacciarla, Almarina è costretta dentro delle mura, dove l’isolamento e la reclusione amplificano i dolori del suo passato. Ma Almarina è sveglia e appassionata, ha negli occhi una luce di speranza propria della giovinezza che colpisce fin da subito la professoressa e che è in grado di illuminare i colori angusti del carcere. È attorno alla fusione di queste due solitudini e vissuti così diversi che ruota la storia narrata da Parrella, una storia intima, di fragilità e forza, che trascina il lettore in un mondo pieno di contraddizioni, sconfitte, ma anche bellezza. Così l’autrice ci guida con lo sguardo in una città complessa, in una Napoli scenario di mille battaglie sociali, in un’isola abbracciata dal mare che culla il risultato di uno dei tanti fallimenti della collettività. Una storia ricca di emozione e di politica, raccontata da una voce sensibile e sincera, calda e potente, che “costringe” il lettore a farsi domande e a porsi problemi irrisolti, che sembrano più lontani di quanto in realtà siano. Una storia di un’amicizia esemplare, in grado di curare le ferite più profonde, un’amicizia che prende il largo grazie ad un incontro quasi casuale tra due donne alla ricerca del loro destino, con un disperato bisogno di amore e di libertà. Non c’è pesantezza nelle parole di Valeria Parella, che dipinge con agilità una realtà non facile da spiegare e accettare, e che è in grado di costruire immagini chiare e ricche di dettagli, grazie alle quali il lettore capisce molto più di quanto viene detto.

Un romanzo che fa pensare, che porta il lettore a soffermarsi su ciò che legge, a non andare di fretta, ad abbandonare le facili interpretazioni e giudizi superficiali. Una storia densa, profonda, che colpisce senza discrezioni, attraverso cui la scrittrice si fa testimone di una verità dolorosa, di una ferita aperta della nostra società. Un abile intreccio, che confonde la precarietà della vita di chi sta fuori con la fragilità delle vite dei ragazzi che stanno dentro. Una storia di denuncia, ma anche di speranza, che lascia spazio e fiducia alla nostra umanità.

Vox Reading

Foto: einaudi.it

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