Andrà tutto bene (autori vari)

Recensione di Elisa Benni

In questa raccolta di racconti, i cui proventi di vendita viene dichiarato che saranno in toto devoluti all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, a ciascuno degli autori contattati è stato chiesto di scrivere sull’emergenza Coronavirus e i cambiamenti che essa ha generato nel vivere quotidiano, con l’isolamento o comunque la limitazione dei movimenti imposti per il controllo del contagio.

Ciascun autore ha scelto di trattare il tema a proprio modo, con il proprio stile.

C’è allora chi ha deciso di prendere i personaggi protagonisti dei propri romanzi e di catapultarli al momento del lockdown (“e vedere di nascosto l’effetto che fa”, come direbbe il compianto Enzo Jannacci).

C’è chi è alle prese con un’attività da genitore full time e si trova “in casa una bambina semiliquida e pressappoco invertebrata” che “ingombra un divano con la capacità di cinque culi con la sua sola, ambiziosissima, noia.” Cerca allora di trovare mille modi per riempirle le giornate, ricorrendo a Pinterest: “Su Pinterest puoi trovare tutorial su come costruire un gufo con i rotoli esauriti di carta igienica, come costruire un castello per bambole con i rotoli esauriti

di carta igienica, come costruire un monolocale accatastabile con i rotoli esauriti di carta igienica. Se soffri di intestino irritabile Pinterest può aprirti innumerevoli proposte di intrattenimento. Una stecca di Toblerone e tiri su il Taj Mahal”.

C’è chi ammette che inizialmente si era unita al “coro di quelli che pensano che sia solo un’influenza, un po’ più forte magari, ma pur sempre un’influenza”.

C’è chi manifesta la propria preoccupazione per la figlia che è stata colta dal lockdown in un altro paese e non si sa se riuscirà o meno a rientrare in Italia.

C’è chi si preoccupa per la prosecuzione didattica per tutti i propri studenti, con un occhio ben orientato a valutarne anche la tenuta psichica.

C’è chi contempla la natura, flora o fauna che sia, che sta invece mostrandosi in tutto il suo rigoglioso vigore nello sbocciare di una primavera ricca di sole e povera di uomini, con tutti gli elementi di disturbo che essi portano con loro, primo fra tutti l’inquinamento.

C’è chi coglie l’occasione per una profonda riflessione sul valore della solidarietà, perché “stiamo precipitando, tutti, ma ognuno cuce un pezzo di paracadute.”.

Un magnifico collage di storie che propongono esperienze comuni a molti nel tempo anomalo che è imposto dall’emergenza sanitaria a cui si riferiscono regalando ai lettori, anche e non solo, uno spaccato personale della dimensione privata degli scrittori, normalmente poco conosciuta.

Una lettura per vincere la noia, cupa fiera sempre in agguato soprattutto durante un periodo in cui il tempo, come un panno appena lavato, è appeso ad asciugare e non può far altro che aspettare, in balia degli agenti esterni, di asciugarsi. Un aiuto per sentirsi un po’ meno soli, anche dato che in questi racconti possono vedersi tradotte su carta molte delle preoccupazioni, delle ansie e, genericamente, dei pensieri che ciascuno ha sperimentato. Il tutto facendo anche beneficenza!

Vox Reading

Foto: discoradio.it

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