Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà di Luis Sepulveda

Recensione di Elisa Benni

Araucanía (o Wallmapu), sud del Cile.

Un “branco” di uomini sta inseguendo, con l’aiuto di un cane da fiuto, un fuggitivo.

Il fuggitivo, però, per il cane ha un odore che richiama l’infanzia. La mente torna a quando lui, ancora cucciolo, dopo essere stato salvato e accudito da nawel, il giaguaro, (in una notte senza ombre in cui kuyen, la luna, decise di condividere la sua luce con la neve) venne lasciato davanti alla prima ruka del villaggio mapuche – davanti alla porta orientata verso la puelmapu, la terra dell’Est -dove proprio il fuggitivo a cui ora doveva dare la caccia era nato.

Il cane e il bambino erano cresciuti insieme diventando fratelli ma un triste giorno un gruppo di uomini, ai quali un re straniero aveva dato diritti di proprietà sulle terre che erano da sempre patrimonio esclusivo del popolo mapuche, avevano fatto irruzione nel villaggio per prendere possesso delle terre e ne avevano per questo messo in fuga gli abitanti non prima di averne ucciso il capo ed essersi impossessati del cane.

Luis Sepulveda, in questo libro, riscopre e fa onore alle proprie origini mapuche (termine formato dall’unione di due parole – mapu (terra) e che (gente) – la cui traduzione corretta è Gente della Terra) e condivide un racconto che potrebbe essere tranquillamente uno di quei racconti che i saggi narravano la sera attorno al fuoco quale strumento educativo.

Una storia semplice ma forte nei suoi contenuti, una parabola più che una favola, per far riflettere ad ogni età.

Un racconto lineare, assimilabile a tratti al capolavoro di Rudyard Kipling, Il libro della giungla, con il copioso utilizzo di termini della lingua mapuche, lingua fortemente legata alla terra e alla natura proprio come le tradizioni del suo popolo. Una vicenda che potrebbe avere come protagonista qualunque popolo indigeno dalle tradizioni ancestrali scacciato, esiliato e, spesso, massacrato, dai conquistatori (solitamente bianchi, venuti dal mare).

Una fiaba sulla fedeltà ma anche sul rispetto, sulle radici e sull’umanità.

Una delle tante, splendide, pagine di letteratura che ha regalato al mondo Luis Sepulveda, scomparso troppo presto il 16 aprile scorso dopo aver contratto il Coronavirus.

Vox Reading

Foto: ilgiardinodeilibri.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *