La mossa del gatto di Sonia Sacrato

Recensione di Elisa Benni

Cloe è un’insegnante precaria di storia dell’arte che viene sballottata in giro per l’Italia cambiando classe ogni anno. Al momento ha un incarico ad Alba, nella splendida cornice delle Langhe, dove peraltro ha conosciuto un uomo, Sandro, che fa lo chef nel proprio Bed&Breakfast e che è stato prontamente accettato anche dall’amico più caro che Cloe abbia al mondo: il suo gatto Pablo.

Cloe è cresciuta passando le sue estati nella casa di Vas, un paese di montagna sopra Valdobbiadene, dove, una volta divenuta adulta, aveva fatto di tutto per non tornare per colpa del rapporto conflittuale che ha avuto, sin dalla morte di suo padre, con sua nonna Clotilde.

Ma Clotilde non c’è più e sua figlia, la madre di Cloe, ha chiesto a Cloe di aiutarla a svuotare quella casa per poterla mettere in vendita e lei non ha trovato una scusa sufficientemente buona per rifiutare.

Così ecco le due donne in viaggio in macchina verso la montagna col rimorso, da parte di Cloe, di aver dovuto annullare (posticipare, avrebbe detto Sandro) un romantico week-end fatto di coccole, camino acceso e distese innevate.

Ma il viaggio si rivela sia geografico che spirituale. L’atmosfera del luogo da tempo respinto fa sorgere in Cloe suggestioni potenti che nei sogni si tramutano in visioni di una vita non propria.

L’incontro con un uomo, ex carabiniere che frequentava la casa di Clotilde quando Cloe era bambina e per il quale la stessa Cloe aveva preso la sua prima grossissima cotta, ex collaboratore di suo Zio Elia, che le aveva insegnato l’amore per i libri e la grande letteratura, rende Cloe ancora più confusa.

Naturalmente, quando si svuotano case abitate per lunghi periodi e mai rinnovate, sono molteplici i misteri in cui è possibile incappare. Quando poi si trova qualcosa di strano sotto il pavimento di una soffitta, la fantasia non può fare a meno di galoppare. Cloe è una persona ricca di fantasia (e acume) e qualcosa le dice che i suoi sogni, la storia della sua famiglia (e di una sorella di sua nonna di cui non conosceva nemmeno l’esistenza) e quello strano ritrovamento non possano non essere collegate tra di loro.

Con excursus nella Valdobbiadene degli anni ’50, il libro racchiude in sé una miriade di sfaccettature di cui quella legata al mistero dietro la famiglia di Cloe è solo una delle tante espressioni. C’è una sorta di saga famigliare (della famiglia di Cloe e di altre famiglie di Vas, un po’ una Macondo dell’alta montagna, un paese di pochi abitanti le cui vicende si intrecciano con quelle delle cronache internazionali), c’è il romanzo di formazione (di Cloe che, affrontando il proprio passato, vuole compiere un balzo in avanti per costruire il proprio futuro), il tutto mescolato con sapienza grazie anche a uno stile narrativo di facile lettura ma, al contempo, incalzante e capace di intrigare il lettore verso un epilogo che giungerà inaspettato.

Vox Reading

Foto: caffèalvetriolo,altervista.org

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