L’Italia di Mussolini di Paolo Mieli e Francesco Cundari

Recensione di Elisa Benni

Il periodo storico che va dal 1919 al 1945 è legato indiscutibilmente al fascismo e alla figura di Benito Mussolini.

Naturalmente, pur essendone la figura rappresentativa, tante e variegate sono le figure che gli orbitano attorno e che ne hanno condizionato chi l’ascesa, chi il consolidamento nei palazzi del potere, chi la caduta, a partire dalle donne della sua vita (la moglie Rachele, la figlia Edda, l’amante storica Margherita Sarfatti e l’amante più fedele Claretta Petacci), dai componenti della prima ora dei fasci di combattimento (quelli presenti in Piazza San Sepolcro, a Milano, il giorno in cui furono fondati), dai ministri dei suoi governi (di diverse estrazioni e competenze, più o meno coinvolti nel partito e nel regime) ai sottoscrittori dell’ordine del giorno Grandi (che, nel 1943, decreta la fine del regime e che, di fatto, spiana la strada a tutto ciò che ha comportato il salvataggio di Mussolini da parte dei tedeschi e la nascita della Repubblica Sociale Italiana).

Dopo una corposa introduzione che fornisce un quadro storico generale attraverso una disamina ampia e ben argomentata di tanti grandi temi del ventennio quali il rapporto fra il Duce e il Vate, quello fra il Duce e il Re, le politiche economiche, culturali, industriali, razziali e tanto altro, il libro si compone di 50 schede: 50 mini-biografie focalizzate principalmente sull’attività del personaggio in questione negli anni del fascismo, sui ruoli e le cariche assunte durante il regime e sulla sua evoluzione , il tutto corredato, per ciascuna scheda, da una illustrazione a tutta pagina del personaggio esaminato in perfetto stile littorio.

Da questi cinquanta ritratti emergono personalità molto diverse e diversi modi di partecipazione alla storia del fascismo sia per grado di coinvolgimento che per modalità di svolgimento ed esposizione: da Gabriele D’Annunzio con la sua forte personalità e la sua indole estetica per i grandi gesti ad Alberto Beneduce col suo passato socialista e il suo potere nel campo economico; da Rodolfo Graziani con le sue imprese militari e la sua indole violenta ad Arturo Toscanini con la sua adesione precoce ai fasci di combattimento e il suo successivo gran rifiuto di far suonare Giovinezza all’ingresso di Galeazzo Ciano e di Leandro Arpinati al concerto di gala a Bologna che, di fatto, ne determinerà l’allontanamento.

La brevità delle schede e lo stile asciutto, quasi didascalico, e scevro di giudizi rende il libro una lettura al contempo scorrevole e istruttiva, oltre che di facile comprensione.

Un libro ben concepito sia per la grande distribuzione che per l’istruzione, utile e appropriato in entrambi i casi.

Vox Reading

Foto: amazon.it

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