Sognando Bologna

Recensione di Elisa Benni

Kevin è un ragazzo che non ha ancora ben chiaro cosa vuole nella vita. I suoi punti fermi sono la palestra di Ivan, la busta che al venerdì il suo caporeparto gli consegna da portare, rigorosamente senza aprirla, in direzione e che lui consegna puntualmente unitamente ad una bella colazione del bar, e il locale del suo amico Hasan dove rifugiarsi ogni volta che qualcosa nella sua vita non quadra.

Alice, dal canto suo, ha il suo orsacchiotto col quale dorme ogni notte e che la conforta quando “uno sparo che risuona nella notte”, il suo incubo ricorrente, la risveglia e la contessa Van Ludwig, malata di Alzheimer, della quale è assistente, badante, cuoca e cameriera, ma anche amica e un po’ figlia.

Alice e Kevin si conoscono e si incrociano in palestra e tra loro nasce un affetto, forse un amore, ma che da subito si siede stabilmente nel primo vagone del treno delle montagne russe della loro vita, con salite repentine e cadute a picco, svolte improvvise e qualche momento a testa in giù.

Perché la vita di Kevin è complicata nella sua semplicità: decidere di prendere una direzione, di “crescere” sia nel lavoro che come persona, sono ancora concetti lontani dal suo orizzonte. E la stessa indecisione (che è volontaria mancanza di decisione non difficoltà nel decidere) la applica all’amore: anche se sente di iniziare a provare un forte sentimento per Alice, non sa rinunciare alle altre tentazioni e viene prepotentemente messo in crisi dalla sua ex, Giulia, che ha con lui molto più in comune di chiunque altro.

La vita di Alice invece sembra semplice, lineare: quella di una normale ragazza che scappa da un passato che l’ha fatta soffrire ma che ora ha trovato una sua routine, una sua dimensione, in primis nel lavoro. Le apparenze, però ingannano.

Attorno ad Alice e Kevin si stanno addensando delle nebbie misteriose che confondono e instillano dubbi, nebbie che rivelano come nella storia di due persone apparentemente normali possano nascondersi interessi e intrighi che vengono da lontano.

Il tutto sullo sfondo di una Bologna multietnica, aperta verso il mondo ma che scopre il fianco alle ombre che si possono annidare dietro a ciascuna delle colonne dei suoi lunghi portici, crocevia di genti, pensieri e culture.

Riccardo Bassi riesce a imbastire un romanzo giallo dalle sfumature noir senza ricorrere al classico personaggio forte che sta al centro della scena ma creando un intreccio completo e organico ricco di colpi di scena, dove nessuno è solo quello che sembra e dove la linea di confine fra verità e finzione è tanto sottile da essere impalpabile.

Vox Reading

Foto: eprice.it

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