A riveder le stelle di Aldo Cazzullo

Recensione di Elisa Benni

La Divina Commedia non è certo un libro sconosciuto anche perché è ed è stato studiato da generazioni di studenti sui banchi di scuola.

Aldo Cazzullo, ripercorrendola canto per canto, ne esalta però due aspetti sostanziali: le notevoli somiglianze che si possono trovare tra le vicende delle anime incontrate da Dante e alcuni fatti “moderni” che l’autore non esita a citare e il ruolo fondamentale del sommo poeta stesso nella costruzione di una lingua, l’italiano, e con essa di un concetto di Italia “unica” nonostante precorra di cinque secoli i moti risorgimentali.

Nel ripercorrere il viaggio di Dante, in compagnia di Virgilio, dalla selva oscura all’uscita a riveder le stelle dopo aver usato il corpo di Lucifero come scala, Cazzullo non perde occasione per sottolineare una serie di espressioni che, dalla Commedia, sono divenute idiomatiche nella lingua tanto da arrivare fino ad oggi.

Ne è un lampante esempio, in primis, l’espressione “Bel Paese” in riferimento all’Italia tutta, la nazione dove si dice “”.

Cazzullo accompagna Dante e Virgilio a spasso per l’Inferno ed evidenzia come Dante, con la scelta dei personaggi con cui parlare nei vari cerchi, ripercorra anche la geografia d’Italia, dalla Lombardia alla Riviera Romagnola, dalla Sicilia alla sua amata Toscana.

L’autore, inoltre, sottolinea come la Divina Commedia sia un inno alla donna. È infatti sempre “grazie alla donna se la specie umana supera qualsiasi cosa contenuta nel cerchio della luna, vale a dire sulla Terra. Sono le donne a muoversi per la salvezza dell’uomo. La donna è il capolavoro di Dio, la meraviglia del creato.

Per la salvezza di Dante si è mossa una catena di donne: una “donna gentile”, Maria, chiede a Lucia di avvisare Beatrice che Dante è in pericolo. E Beatrice, la donna amata, la meraviglia delle meraviglie, che mossa da questo amore, (perché per Dante “l’amore non consente a chi è amato di non riamare” e quindi se Dante ama Beatrice, anche Beatrice ama lui), chiede e ottiene da Virgilio una guida sicura per Dante attraverso Inferno e Purgatorio.

Un sunto perfetto, semplice e accessibile, di ciò che la Commedia, con l’accostamento di personaggi mitologici e personaggi contemporanei di Dante, ha voluto rappresentare: l’idea di Dante sul mondo e sulla nazione, con le sue radici ben conficcate nel fertile terreno della classicità e i rami, in crescita, troppo spesso fermati dalle divisioni interne e dai particolarismi tipici dell’Italia di ieri e di oggi.

Un’idea che sta alla base dell’identità nazionale e che dovrebbe, ancora oggi, sottolineare le affinità a discapito di pretestuose differenze.

Vox Reading

Foto: ibs.it

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