La funzione del mondo di Alessandro Bilotta e Dario Grillotti

Recensione di Elisa Benni

Ill.mo signor rettore, sono note le mie idee politiche per quanto esse risultino esclusivamente dalla mia condotta nell’ambito parlamentare, la quale non è tuttavia sindacabile in forza dell’art. 51 dello Statuto fondamentale del Regno. La S. V. comprenderà quindi come io non possa in coscienza aderire all’invito da Lei rivoltomi con lettera del 18 corrente relativa al giuramento dei professori”.

Così Vito Volterra risponde all’invito ad ottemperare all’obbligo di giurare fedeltà “al Re, ai suoi Reali successori e al Regime Fascista” posto a tutti i docenti nel 1931, nonostante questo potesse costargli, come minimo, la carriera. È uno dei soli 12 docenti a opporsi a quest’obbligo e questo è senza dubbio uno dei passaggi più significativi della sua esistenza, ma non senz’altro l’unico.

Vito Volterra nasce nel 1860 ad Ancona da una famiglia ebrea e viene cresciuto da una madre vedova (suo padre muore quando lui ha solamente 2 anni) con l’aiuto di uno zio.

Sin da bambino manifesta un grande interesse per matematica e fisica con un occhio ben puntato al futuro, condizionato da letteratura di divulgazione scientifica ma anche dai romanzi di Jules Verne dai quali prende lo spunto per studiare la traiettoria di un proiettile da sparare sulla Luna.

Le applicazioni pratiche della matematica catalizzano la sua attenzione. Per questo, sin dall’inizio, indispettito dal fatto che, per i suoi contemporanei, matematica, fisica e chimica risultino scienze separate, ognuna a sé stante, focalizza la propria attività sulle interazioni fra queste scienze, interazione nella quale ripone le più grandi speranze per generare un vero progresso.

Dopo aver studiato alla Normale di Pisa, laureandosi con una tesi sull’idrodinamica che precorre alcuni risultati a cui sarebbe pervenuto indipendentemente qualche anno dopo George Stokes, a soli 23 anni vi diviene professore di meccanica razionale e membro corrispondente dell’Accademia dei Lincei dedicandosi allo studio delle equazioni integrali e integro-differenziali.

Spostatosi a Torino nel 1892, inizia a occuparsi delle equazioni alle derivate parziali e, in particolare, delle equazioni delle onde cilindriche.

Allo scoccare del nuovo secolo si trasferisce a Roma come professore di fisica matematica e porta avanti le proprie ricerche sulla teoria delle dislocazioni nei cristalli.

I suoi studi e le sue pubblicazioni Sopra le funzioni che dipendono da altre funzioni gli fruttano svariati riconoscimenti, sia in patria che al di fuori dei confini, e lo portano ad entrare in contatto con le più alte autorità matematiche internazionali del suo tempo.

Sempre con un occhio puntato verso il futuro e la ricerca, accetta di prendersi alcune responsabilità politiche e viene nominato senatore nel 1905.

Arruolatosi volontario durante il primo conflitto mondiale come tenente di complemento, viene incaricato di gestire alcune “problematiche tecnologiche” portando miglioramenti all’efficienza bellica grazie all’applicazione della matematica al tiro dei cannoni montati sui dirigibili e allo sviluppo dei dirigibili stessi (a lui si deve la sostituzione dell’idrogeno, troppo infiammabile, con l’elio inerte).

Dalla collaborazione con altri scienziati internazionali avute durante la guerra prende spunto per proporre la nascita di un “Ufficio Invenzioni e Ricerche” per approfondire le applicazioni militari della tecnologia.

Nel 1923 fonda, dopo ripetuti tentativi, il Consiglio Nazionale delle Ricerche con sede presso l’Accademia dei Lincei, e nel 1924 ne diviene il Presidente.

L’avvento del regime fascista e la sua opposizione allo stesso, oltre alla promulgazione delle Leggi Razziali, ne decretano il progressivo allontanamento dagli ambienti accademici fino alla morte nel 1940.

Alessandro Bilotta e Dario Grillotti propongono in questo libro un sunto della biografia del grande matematico trasposta in una graphic novel delicata e accurata realizzata in collaborazione con quello stesso CNR fondato proprio da Volterra.

Un pezzo di storia del nostro paese e della scienza portato all’attenzione del grande pubblico che troppo spesso ne ignora l’esistenza.

Vox Reading

Foto: post.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *